Educatore cinofilo — per scelta, non per caso.
Tutto è cominciato da Bjørn. Un Samoiedo maschio, quattro anni, pelo bianco come la neve e uno sguardo che ti entra dentro. Chi ha vissuto con un Samoiedo lo sa: non è un cane che "obbedisce" nel senso tradizionale. È un cane che ragiona, che valuta, che collabora — ma solo se capisce che ne vale la pena. E per farglielo capire, devi prima capirlo tu.
Da quella sfida — bellissima, frustrante, illuminante — è nata una curiosità che non si è più fermata. Ho iniziato a studiare il comportamento animale, le scienze dell'apprendimento, l'etologia. Ho frequentato i corsi al Centro Cinofilo Il Biancospino, uno dei riferimenti più seri in Italia per la formazione in educazione e comportamento: prima il percorso da Educatore Cinofilo, poi quello da Istruttore Cinofilo di Educazione e Comportamento. Ho quindi conseguito la certificazione come Educatore Cinofilo secondo la norma UNI/EN 11790:2020, il riconoscimento professionale rilasciato dalla FCC.
Nel frattempo è arrivata anche Caoimhe — si pronuncia "Kee-vah", sì, lo so — dieci mesi, femmina, Samoiedo anche lei, e un'energia che non sta mai ferma. Vivere con due cani così diversi per carattere e per età mi ha insegnato ogni giorno che non esiste un metodo universale: ogni cane è un individuo, e il nostro compito è incontrarlo per quello che è.
Prima di diventare educatore cinofilo ho lavorato per anni nel customer success management: accompagnare le persone, costruire fiducia, comunicare con chiarezza. Quelle competenze non le ho lasciate andare. Le ho portate con me. Perché lavorare con il binomio cane–persona è esattamente questo: costruire una relazione che funziona per entrambi.